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C’è la Franciacorta e il Franciacorta: origine del nome, storia del territorio e bollicine

A volte parlare di un territorio e dei suoi frutti è anche una questione di articoli: usiamo il femminile, la Franciacorta, quando intendiamo l’area collinare tra Bergamo e Brescia coperta di vitigni, ma adottiamo il maschile, il Franciacorta, per il vino rifermentato in bottiglia. Ripercorriamo la storia di un nome conosciuto davvero in tutto il mondo e di cui Terre d’Aenòr è orgogliosa di essere testimone con i suoi prodotti.

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Le terre della Franciacorta: origine del nome e storia.

Un triangolo magico, un fazzoletto di terra speciale, una cultura enologica millenaria. Quando si parla della Franciacorta, l’area d’eccellenza in Italia delle bollicine di altissima qualità, occorre raccontare l’origine di un nome così peculiare. Partendo da un malinteso comune: no, la parola “Franciacorta” non c’entra nulla con la Francia.

Il termine “francae curtes” si riferiva in epoca medievale alle corti franche: quelle terre a ridosso del lago d’Iseo, abitate dalle comunità di monaci benedettini e che, grazie all’opera di bonifica del territorio, coltivazione e dissodamento e al controllo delle strade, erano libere dal pagamento dei dazi.

La prima apparizione del nome “Franzacurta” appare a livello storiografico nel 1277: il riferimento è all’area a sud del lago d’Iseo tra i fiumi Oglio e Mella, una zona importante per il rifornimento di vino per la città di Brescia e che ancora oggi è riconosciuta da tutti come sinonimo di eccellenza enologica.

 

Dalla Franciacorta al Franciacorta: la tradizione vinicola del territorio

Sulle colline della Franciacorta la coltivazione della vite ha origini antichissime: a Provaglio d’Iseo (dove risiede lo shop di Terre d’Aenòr) sono stati rinvenuti vinaccioli, ovvero semi dell’acino dell’uva, risalenti all’epoca delle palafitte. Non solo: autori classici come Plinio e Virgilio hanno scritto di questa zona come profondamente legata alla viticoltura.

In epoca romana fino al pieno medioevo la coltivazione della vite conobbe un periodo prospero grazie alle felici condizioni climatiche e pedologiche, ovvero che riguardano il suolo. Il clima mite del lago d’Iseo, quasi di tipo mediterraneo, qui incontra la brezza fresca della Val Camonica: una riduzione di escursioni termiche annue e di gelate va a braccetto con una continua ventilazione che evita rischiosi ristagni di umidità dei terreni.

A proposito di terreni, il suolo dei vigneti deve tantissimo al DNA delle colline moreniche (ovvero nate dal ritiro dei ghiacciai di oltre 10mila anni fa): l’azione di trasporto, deposito e stratificazione di elementi come calcari, ghiaie, sabbie, argille e selci hanno reso distintivi i vigneti della Franciacorta e facilitato la nascita di vitigni mitici come Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero, basi del Franciacorta e che fanno nascere prodotti mitici come Brut, Satèn e Rosé.

 

Quando la Franciacorta incontra il Franciacorta nascono i vini di Terre d’Aenòr

Dalla Franciacorta al Franciacorta il passo è veloce. Figlio di questa mezzaluna fertile è il Franciacorta, il re delle bollicine made in Italy omonimo del suo territorio.

Quando si parla del Franciacorta come vino, allora bisogna adottare la nomenclatura completa: Franciacorta DOCG, ovvero un vino prodotto in 19 comuni definiti dal disciplinare secondo l’unico sistema di produzione ammesso, ovvero il metodo classico.

Questo metodo è caratterizzato da due fermentazioni: la prima in recipienti d’acciaio e in piccole botti di rovere, la seconda rigorosamente in bottiglia. È grazie a questo passaggio fondamentale detto rifermentazione che i vini Franciacorta hanno un perlage fine e persistente.

Lo stesso che si può trovare nei Franciacorta di Terre d’Aenòr: rispettando le più antiche tradizioni vitivinicole del territorio e applicando la filosofia biologica in modo rigoroso, offriamo un Franciacorta genuino, piacevole, naturale.

Non resta che scoprirli.

Scegli ora il tuo prossimo Franciacorta.

 

 

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